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Omicidio stradale: a che punto siamo?
Quotidianamente, i telegiornali e la stampa riportano la notizia di incidenti stradali nel quale hanno perso la vita una o più persone.
E' un vero e proprio bollettino di guerra e si stima che il 30% degli incidenti più gravi sia causato dall'assunzione di alcol e/o stupefacenti.
Nel corso della lunga esperienza maturata direttamente sul campo, i tecnici di Axen, pur ricoprendo un ruolo "super partes" (non essendo diretti "attori" del procedimento giudiziario, come invece i Giudici ed i familiari delle vittime), hanno riscontrato la gravità della problematica relativa agli incidenti gravi provocati dall'abuso di alcol e/o stupefacenti ed è per questo che AXÈN ha deciso di supportare le numerose associazioni che stanno portando avanti da tempo la battaglia per l'introduzione di una nuova fattispecie di reato: l'omicidio stradale.
In molti si chiedono se sia davvero necessario introdurre questo reato, viste le non poche difficoltà e perplessità di carattere tecnico-giuridico (concernenti per es. l'elemento soggettivo configurabile e l'aspetto risarcitorio da parte delle Assicurazioni), ma l'inefficacia dell'attuale disciplina è sotto gli occhi di tutti.
Attualmente, infatti, nel nostro ordinamento, con le modifiche introdotte nel 2006 e nel 2008, la condotta di chi di fatto uccide qualcuno in un incidente stradale viene considerata omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale (art. 589 -2° comma c.p.): le pene sono ulteriormente aumentate (reclusione da tre a dieci anni), se la violazione delle norme sulla circolazione stradale è commessa da soggetto in stato di ebbrezza alcolica e/o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 589 c.p. 3° comma, nn. 1 e 2).
Questo è quanto prevede il Codice Penale, ma in pratica il responsabile di un sinistro stradale difficilmente sconta anche un solo giorno di detenzione ed invece, ricorrendo al patteggiamento e ad altri benefici di legge, se la cava veramente con poco.
E' per questo motivo che le Associazioni si battono per l'introduzione del reato di omicidio stradale ed anche AXÈN si è mobilitata al loro fianco, favorendo il dibattito sul tema ed attivandosi in più direzioni, come per esempio il Convegno che si è tenuto a Firenze, a Palazzo Vecchio, il 7 marzo scorso, dal titolo "Omicidio stradale: la tutela della vittima ed il ruolo di istituzioni e consulenti": in questa occasione è stato possibile fare il punto sulla situazione, chiarendo anche alcuni aspetti relativi alla fattispecie di omicidio stradale, oggetto di proposta di legge popolare, di cui è stato firmatario anche l'attuale Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

In breve, la proposta avanzata dalle Associazioni presenti al Convegno, prevede:

- l'introduzione nel Codice penale dell'art. 575 bis: il soggetto che ha causato la morte di una o più persone, "ponendosi consapevolmente alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l'influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope" risponderà per omicidio stradale (fattispecie dolosa-volontaria);
- l'inasprimento della pena edittale: è prevista la reclusione da otto a diciotto anni, in luogo della reclusione da tre a dieci anni, attualmente vigente, ed in tal modo sarà possibile che il colpevole sconti almeno una parte della pena detentiva;
è previsto l'arresto in flagranza di reato (attualmente facoltativo);
- l'introduzione del cd. "ergastolo della patente": verrà tolta per sempre la patente a chi causa un incidente mortale sotto effetto di alcol e/o droga.


Attualmente l'iter legislativo ha subìto un rallentamento, ma l'attività di AXÈN non si ferma e per sensibilizzare l'opinione pubblica, esercitare un efficace pressing sul legislatore e per favorire il miglioramento delle proposte e delle soluzioni, AXÈN ha in programma l'organizzazione di nuovi eventi, come il Convegno che prossimamente si terrà a Roma, dove interverranno alcuni rappresentanti di Assicurazioni e delle Associazioni di Consumatori.

Dott.essa Michela Ferraro
Giornalista Pubblicista
Il problema della raccolta dei dati relativi ai sinistri stradali
In occasione del Convegno sull'Omicidio stradale, tenutosi a Firenze, Palazzo Vecchio, il 7 marzo scorso, il Presidente dell'ASAPS, Giordano Biserni ha messo in luce un aspetto particolarmente importante per l'analisi del fenomeno dei sinistri stradali causati dall'abuso di alcool e/o stupefacenti: il problema di una corretta raccolta dei dati.
In realtà, infatti, non esistono numeri certi sui sinistri alcol-narco correlati, perchè i modelli di rilevazione dei dati sono strutturati in modo tale da non consentire una raccolta dati organica, differenziata ed attendibile.
E' per questo motivo che nel 2008 è nato l'Osservatorio sulla pirateria stradale di ASAPS e nel 2012 la stessa Istat ha deciso di costituire un gruppo di lavoro appositamente per rivedere il sistema di raccolta dati.
Il problema è effettuare le opportune distinzioni: individuare, per esempio, nel totale di tutti i casi, quanti sinistri siano stati causati dall'assunzione di alcol e/o stupefacenti, quanti siano i morti, quanti i feriti gravi (separando per es. i "semplici" colpi di frusta dalle lesioni più importanti ed invalidanti).
Tenendo dunque presente il problema del cosiddetto "numero oscuro", ovvero il numero di casi non rilevati, e considerando dunque che le stime peccano ovviamente per difetto, si può comunque offrire un approssimativo quadro sul fenomeno degli incidenti alcol-narco correlati.
Secondo la maggior parte delle stime, in Italia i sinistri stradali mortali, dovuti all'abuso di alcol rappresentano il 40% del totale.
La percentuale è molto alta, se si considera che l'incidente stradale è la prima causa di morte tra i giovani tra i 21 ed i 29 anni, e, come già spiegato, è calcolata per difetto, dal momento che per esempio se il colpevole viene rintracciato il giorno dopo l'accaduto, gli effetti dell'alcol non sono più riscontrabili e di fatto quel caso non rientrerà nella statistica degli incidenti alcol-narco correlati.
Se poi si considera che secondo l'ASAPS il numero di morti sulle strade è stato di circa 25.000 dal 2008 ad oggi (3653 solo nel 2012), si comprende la gravità del problema ed il perchè una bella fetta di opinione pubblica è d'accordo con l'introduzione del reato di omicidio stradale, anche se il fenomeno sembra essere in netta diminuzione e l'esperienza sul campo di AXÈN permette di ritenere che nella realtà, i casi in cui un sinistro presenta un nesso causale diretto con l'assunzione di alcool e/o stupefacenti siano fortunatamente minori rispetto a quelli stimati.

Dott.essa Michela Ferraro
Giornalista Pubblicista
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